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prima parte

in onda domenica 1 ottobre 2006 alle 21.00 su Rai Uno

E' il 1980. Giovanni Falcone è da pochi mesi giudice istruttore a Palermo, quando il Consigliere capo Rocco Chinnici lo convoca nel suo ufficio: dice di volergli affidare l'inchiesta che vede accusato il principale costruttore di Palermo, Rosario Spatola, di aver riciclato i soldi del traffico di eroina dei clan italo-americani Bontate-Inzerillo-Gambino. Per indagare su Spatola hanno già perso la vita il capo della Mobile Boris Giuliano e il capitano dei carabinieri Emanuele Basile. Nel frattempo, in tribunale, Giovanni rincontra una vecchia amica, Francesca Morvillo, anche lei separata da poco, che ben presto diventa la sua compagna.

Lavorando di notte, Giovanni ha scoperto che Spatola, grazie a una serie di parentele incrociate, è parente diretto dei boss mafiosi italo-americani. Ma questo non gli basta. E' ai soldi dei mafiosi che Falcone vuole arrivare. Così aiutato dal giovane capo della Mobile, Ninni Cassarà, compie una serie di perquisizioni nelle principali banche siciliane, provocando l'ira della Palermo che conta. Giovanni però non ci bada, soddisfatto di aver ricostruito il flusso dei dollari che lega gli imputati.

Intanto, Giovanni ha avuto un'altra intuizione, e cioè che i clan mafiosi agiscono separatamente ma hanno un unico vertice, proprio a Palermo. Della cosa ne parla in una riunione segreta con Chinnici e Costa che, qualche tempo dopo, cadrà vittima di un agguato mafioso. Così a Giovanni viene affiancato l'agente Lillo Zucchetto, incaricato di proteggerlo.

Nel frattempo a New York viene arrestato un trafficante di eroina, un certo Albert Gillet che è disposto a parlare. Giovanni decide di partire per gli Stati Uniti. Nessuno prima di lui l'ha fatto. A New York, grazie alla collaborazione di Rudolph Giuliani, Giovanni interroga Gillet e scopre che le raffinerie che trasformano la sostanza base in eroina, si trovano proprio a Palermo, e che l'uomo che organizza il traffico è il boss Mafara. Falcone ha una delle sue illuminazioni. Si ricorda che fra gli assegni destinati a Spatola, sequestrati nelle banche, ce n'era uno destinato proprio alla moglie di Mafara. Il cerchio si chiude. Ora l'inchiesta può arrivare al rinvio a giudizio.

Intanto a Palermo esplode la guerra di mafia. Le condanne del processo Spatola, hanno indebolito i vecchi boss Stefano Bontate e Totuccio Inzerillo, che vengono eliminati all'interno di una faida fratricida. Nelle tasche di quest'ultimo viene trovato un numero telefonico che lo lega all'insospettabile costruttore Ignazio Lo Presti. Giovanni, facendo mettere il suo telefono sotto controllo, intercetta una telefonata in cui l'imprenditore e un certo "Nino" si dimostrano assai preoccupati per quanto sta accadendo a Palermo, e cercano protezione attraverso un uomo che si fa chiamare Roberto, e che parla dal Brasile. Per Giovanni dietro Nino si nasconde Nino Salvo, potente esponente della DC siciliana, imparentato con la moglie di Lo PrestiMariella Corleo. Ma Roberto chi è? La donna, con l'aria di chi teme qualcosa, non parla.

Nel frattempo Zucchetto ha trovato una "fonte" che gli rivela il segreto che si cela negli ultimi morti di mafia: i corleonesi di Totò Riina hanno cominciato il loro assalto a Palermo uccidendo chiunque non passa dalla loro parte. Ma proprio a causa di quanto ha scoperto Zucchetto, alla vigilia delle sue nozze, viene ucciso.

Intanto in un nuovo interrogatorio la Corleo ammette che suo marito non è affatto in viaggio, ma è probabilmente stato ucciso. E si decide a rivelare che Roberto non è altro che il nome di copertura di Tommaso Buscetta, mentre il Nino di cui parlavano, è davvero l'insospettabile Nino Salvo.

Intanto un'auto esplode a Palermo, uccidendo Rocco Chinnici.