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D. Morelli, come si trova “nei panni” dell’ispettore Coliandro? C’è qualcosa, nel carattere, che vi accomuna? R. E’ il mio debutto da protagonista di un noir e cerco di interpretare al meglio un ispettore un po’ “sui generis”, diverso da qualsiasi stereotipo. Coliandro è testardo, disordinato, tormentato da un’ansia perenne, eternamente insoddisfatto. Credo che in ognuno di noi ci sia qualcosa dell' Ispettore Coliandro (i pregiudizi, le insicurezze...) tuttavia il mio carattere è diverso dal suo, io sono più timido e introverso.
D. E’ un appassionato di romanzi gialli? Conosceva già le avventure di Coliandro? R. Non sono un grande appassionato di gialli; veramente quando ero più piccolo ero attirato dall’horror. Prima che mi proponessero il progetto televisivo non conoscevo l'Ispettore Coliandro, ma ho sempre stimato Carlo Lucarelli sia come autore che conduttore tv. Diciamo che di Lucarelli mi piace la nuova “chiave” di lettura con cui ha saputo raccontare il romanzo giallo, prendendo spunto dalla realtà e adattandola senza farla sembrare “fiction”. Le avventure di Coliandro potrebbero essere state prese dalle storie di cronaca di tutti i giorni.
D. Per un napoletano come lei, è stato difficile ambientarsi in una città come Bologna? R. Sono napoletano, ma ormai vivo a Roma e penso che Bologna sia forse la città italiana più “mista” forse anche la più cosmopolita, dove è facile sentire parlare diversi dialetti o addirittura varie lingue europee. Questo mi incuriosisce molto e ha sicuramente contribuito a rendere più facile la mia ambientazione qui.
D. Come si e’ trovato a lavorare con 4 attrici diverse, ognuna protagonista di un singolo episodio? R. Sarebbe più interessante chiedere a loro come si sono trovate a lavorare con me…Per me è stata ogni volta un’interessante ricerca di complicità artistica e personale.
D. Quali sono i suoi progetti futuri? R. Arredare la mia nuova casa…poi chissà..
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